IL MARRUCCHINO

STRATEGIA COMMERCIALE O TRUFFA? Le librerie di catena raccontate da Antonio Paolacci

PER ESEMPIO, UNA QUESTIONE NON DA POCO

Prenderò poco spazio per raccontarvi un episodio appena accaduto, che trovo molto interessante per chi non avesse ancora ben chiara l’attuale situazione dell’editoria italiana.
Brevissima premessa: non molto tempo fa, una persona che lavorava in una libreria di catena mi ha confidato che, a volte, di fronte al cliente in cerca di alcuni libri non presenti in negozio, i commessi avevano l’ordine di rispondere che quei libri erano irreperibili, ovvero che non era possibile nemmeno ordinarli, sebbene in realtà lo fossero.
Il motivo? Chiamiamola politica aziendale: pare infatti che la frase «Non lo abbiamo, ma possiamo ordinarlo» spinga molti lettori a provare in altre librerie, piuttosto che fare un ordine in quella in cui si trovano. Dicendo invece che il libro non è rintracciabile da nessuna parte, il lettore si rassegna e magari compra un altro libro.
Pochi giorni fa, una persona cerca Madreferro di Laura Liberale in una libreria di catena della sua città. Non trovandolo esposto, chiede alla commessa, la quale le comunica che il libro non è reperibile.
Ieri, informato della cosa, prendo il telefono.
Senza dire chi sono, chiedo alla libraia in questione se sia possibile acquistare questo titolo da loro. La donna mi dice di no, e che non posso nemmeno ordinarlo.
Chiedo come mai.
Mi risponde che loro non trattano con il distributore di questa casa editrice.
Ribatto: «Mi sta dicendo che non avete nessun libro distribuito da Pde? Quindi non avete minimum fax?»
Certo che hanno minimum fax, mi risponde. Poi mi chiede, testualmente: «Lei non è un cliente, vero?»
Le dico chi sono.
La tizia farfuglia qualcosa, mi dice: «Ah, certo, Perdisa, certo che abbiamo i vostri libri… In effetti vedo adesso il titolo in vendita su internet (
sic!) e dovremmo averlo anche noi, sì. Senta, mi lasci fare un controllo e la richiamo, va bene?»
Due ore dopo mi richiama.
Dice che il libro è reperibile eccome. Dice che non sa cosa sia successo. Dice che entro un paio di giorni lo avranno.
L’attuale situazione dell’editoria italiana è anche questa. Così gli scrittori perdono lettori, così i lettori non trovano quello che cercano. Inutile dire che la reperibilità dei libri pubblicati da editori indipendenti non dipende né dalla loro qualità, né dal lavoro della casa editrice. Siamo schiacciati da strategie come queste, meschine e colpevoli.
Credo che spargere la voce sia utile: sappiate e dite in giro che i libri Perdisa Pop sono distribuiti in tutte le librerie italiane (a eccezione, naturalmente, di alcune piccole indipendenti che vendono solo certi titoli con politiche particolari).
Se vi dicono che non li hanno in negozio, ordinateli. Se vi dicono che non potete nemmeno ordinarli, mentono.
fonte http://www.tornogiovedi.it/2012/06/per-esempio/
Nome: Antonio
Cognome: Paolacci
Website: http://antoniopaolacci.blogspot.com
Bio: Antonio Paolacci è nato nel 1974. Ha pubblicato: Flemma (Perdisa Pop, 2007), Salto d’ottava (Perdisa Pop, 2010), Accelerazione di gravità (SenzaPatria, 2010)
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Questa voce è stata pubblicata il 02/07/2012 alle 10:09 AM. È archiviata in blog con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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