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Fortapàsc: questa sera su Raiuno, il ricordo di Giancarlo Siani

 

 

 

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 ”E’ il piu’ bel regalo che si potesse fare a Giancarlo. E’ davvero straordinario che dopo 26 anni la sua storia possa essere conosciuta davvero da tutti, che il suo ricordo, grazie a Risi in primis, possa essere mantenuto cosi’ vivo, da Milano a Siracusa”. 

Queste le parole di Paolo Siani, fratello di Giancarlo, oggi Pediatra e presidente della Fondazione Polis, struttura promossa dalla Regione Campania per il sostegno alle vittime innocenti di criminalita’ e la riqualificazione dei beni confiscati ai clan,che considera l’appuntamento in prima serata di straordinaria importanza.

Giancarlo Siani, fu ucciso la sera del 23 settembre di 26 anni fa in piazza Leonardo, nel quartiere Vomero, ammazzato nella sua auto nel viale di casa da due killer che avevano aspettato che ritornasse dal Mattino, il giornale per il quale lavorava da un paio di mesi in redazione a Napoli dopo anni di corrispondente da Torre Annunziata. 

Siani con un suo articolo accusò il clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della “Nuova Famiglia“, di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso, scomodo e prepotente, per porre fine alla guerra tra famiglie. Ma le rivelazioni, ottenute da Giancarlo grazie ad un suo amico carabiniere e pubblicate il 10 giugno 1985, indussero la camorra a sbarazzarsi di questo scomodo giornalista.il capostipite dei "camorristi" profumati di oggi

Il 15 del 1985 la camorra sentenziò la condanna a morte di Siani, l’ordine fu di ucciderlo lontano da Torre Annunziata per depistare le indagini.

un vecchio coglione a cui tanti coglioni hanno dato un potere quasi spirituale oltre che temporale

Fu ucciso sotto casa al Vomero, il 23 settembre 1985, a 26 anni da uomini (per modo di dire) dei clan Gionta di Torre Annunziata e Nuvoletta di Marano (le pustole della Campania). In quel periodo Giancarlo stava lavorando ad un libro sui rapporti tra politica e camorra negli appalti per la ricostruzione post-terremoto, grazie a dei documenti fornitigli segretamente dal Questore torrese. I suoi aguzzini riuscirono ad entrare in possesso anche della documentazione utile per il dossier al quale Giancarlo stava lavorando, e di cui non si è saputo più nulla. 

“Quelli che hanno visto il film ne parlano per il messaggio positivo che viene trasmesso.  – ha spiegato Paolo Siani – E l’ulteriore significato che ne può scaturire dalla visione del film lunedì è un forte incoraggiamento al movimento per la legalità. Quello che conta per noi e’ che con questo film – ha concluso  il fratello del giornalista – il ricordo venga mantenuto vivo e che altri possano conoscere il messaggio di mio fratello”.

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Questa voce è stata pubblicata il 05/09/2011 alle 10:55 AM. È archiviata in cinema, cronaca, voci con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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