IL MARRUCCHINO

Napoli: chiusa Villa Floridiana

L’ennesima brutta sorpresa di una Napoli difficile, che per i piccoli è impossibile: meglio Torino e Reggio Emilia

Transenne alla FloridianaTransenne alla Floridiana

 

Mio figlio ha un anno e mezzo ma sa già dire, storpiando a suo modo le parole, «andiamo in Floridiana». L’altro giorno in via Cimarosa abbiamo trovato il cancello chiuso ed è stata l’ennesima brutta sorpresa di una città difficile, che per i bambini, specie quelli piccoli, diventa addirittura impossibile.

È incredibile quanto poco funzioni a Napoli quello che può facilitare la vita delle famiglie. Ascensori inesistenti (come alla fermata del corso Vittorio Emanuele della funicolare centrale) o guasti (spesso quello di Monte di Dio), passaggi pedonali interdetti, occupati dai motorini, buche nelle strade. Il catalogo è lungo. Ma a Napoli, si sa, ci si arrangia. Quello a cui davvero non si può porre rimedio, però, è la mancanza di verde e di luoghi dove portare i bambini. Un paradosso in una città dove il clima mite è ormai una delle poche ultime carte vincenti.

A Torino fa freddo, eppure, racconta il mio amico Vladimiro Bottone, lo scrittore sorrentino trasferito in Piemonte, il verde pubblico è a portata di mano. Così come le strutture per l’infanzia, pubbliche e private: piscine, ludoteche e altro. Qualche esempio? La bellissima piazza d’Armi e il Parco della Tesoreria, ma sono solo i luoghi più celebri, in realtà ogni quartiere di Torino ha il suo parco giochi e il polmone verde per i più piccoli. Se si guarda fuori, insomma, è facile avvilirsi. E non si tratta solo dell’eccellenza di Reggio Emilia, città simbolo dell’infanzia, presa a modello a livello internazionale con la sua Fondazione Reggio Children. Quasi ovunque c’è di più che a Napoli. Roma, città caotica e trafficata, ha mille risorse per l’infanzia, dal museo per bambini Explora ai locali che offrono il brunch anche ai più piccoli, dall’Ecoparco di Villa Borghese a Villa Ada e agli altri parchi che sono tenuti in ottime condizioni.

E a Napoli? Il pellegrinaggio delle mamme in cerca di verde ha varie tappe: la prima è la Villa Comunale, dove tre soli scivoli sono contesi dai bimbi e dove sicurezza e pulizia non sono quasi mai a livelli accettabili. Ma è pur sempre qualcosa, il mare è a un passo e il panorama aiuta a dimenticare i problemi, come spesso capita Napoli. E il resto? Villa Pignatelli è piccola, bella e preziosa, ma l’erba è alta e le zanzare impazzano. Il Parco dei Quartieri Spagnoli è il massimo dello squallore: semideserto, le giostre e gli scivoli sono talmente rovinati da sembrare un’annosa eredità. Alla Floridiana sappiamo che cosa è successo, ma anche nei giorni precedenti alla chiusura le condizioni non erano ottimali: cicche dovunque, vasche sporche, mamme che si lamentavano di non sentirsi sicure appena si allontanavano dal prato grande, che è più frequentato. E ancora, ecco i miseri giardinetti del corso Vittorio Emanuele, lato Mergellina, e il parco di Palazzo Reale dove non si può camminare sui prati, non c’è neanche una panchina, non si può giocare. Qualche isola felice? Di certo il Virgiliano e Capodimonte, ma non sono serviti bene da mezzi pubblici e allora diventano oasi irraggiungibili, così come il parco dei Camaldoli e qualche altra area di apertura più recente. Per il resto la città offre il suo carico di traffico e smog; l’amministrazione comunale uscente ha parlato spesso di bambini ma alle parole non sono seguiti i fatti, né in questa campagna elettorale sembra che sia un punto prioritario. Tutto sommato credo che dovrò insegnare a mio figlio a dire «tappiamoci in casa».

Mirella Armiero
24 marzo 2011

fonte IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/24-marzo-2011/floridiana-chiusa-addio-citta-bimbi-190296898855.shtml

 

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Questa voce è stata pubblicata il 24/03/2011 alle 1:41 PM. È archiviata in cronaca, voci con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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