IL MARRUCCHINO

IL MORTO TE LO PORTO A CASA IO…A SOLI 800 EURO!

Morire in Italia costa caro. I costi per l’organizzazione di funerali, tra offerte alla Chiesa, pompe funebri e cimitero sono elevatissimi. Ultimamente poi, chi ha un caro ricoverato in ospedale, in una clinica privata o casa di riposo, deve affrontare una spesa aggiuntiva, talvolta ancor più salata. La regola (sarebbe meglio dire la legge) prevede che chiunque deceda in strutture sanitarie sia sottoposto ad autopsia e la bara dove deporre la salma sia quella standard (quella di zinco per capirci meglio). E allora cosa si sono inventati gli infermieri e gli autisti di autoambulanze? IL MORTO VE LO PORTIAMO NOI A CASA!!

Commovente. Risparmiamo lo strazio di attendere un autopsia magari inutile nel caso fosse un malato terminale, ma soprattutto evitiamo al nostro caro di essere chiuso in quell’orrenda bara.

E quanto ci costa questo “risparmio”? Per gli autisti delle autoambulanze di servizio presso la clinica Villa Stabia a Castellamare di Stabia (Na) questo servizio costa tra i 600 e gli 800 Euro ovviamente tutto a nero. Il servizio comprende il trasporto della salma rigorosamente senza bara (altrimenti sarebbe palese il suo decesso) in qualsiasi condizioni esso si trovi, trasporto di un eventuale parente.  Escluso ovviamente il trasporto fino in casa, quindi se abitate anche solo al primo piano, bisogna che vi arrangiate perchè loro devono tornare il prima possibile alla clinica. Questo accadeva all’ inizio del nuovo millennio, dal 2000 al 2004 e grazie alle segnalazioni ricevute in questi mesi possiamo affermare che le voci circa questa speculazione sono aumentate.

Oltre a questa clinica sarebbe coinvolto anche il Secondo Policlinico di Napoli e a quanto pare anche l’ Ospedale Moscati di Aversa,  ma siamo sicuri che la lista potrebbe essere molto più lunga.

Ci sorge un dubbio, ma un paziente per lasciare l’ospedale dovrebbe firmare un lasciapassare per così dire, giusto? un documento che sollevi la struttura sanitaria ed i medici dalle responsabilità circa la salute del paziente dal momento che lascia l’ospedale. Quindi i medici, i primari sanno di queste OPERE DI BENEFICIENZA?

Raccontare questi fatti non è facile, molti giornali sono restii a trattare questi affari, queste voci. Vogliono l’articolo facile, contro il politico o diretto contro il primario. Magari se questi fossero di uno schieramento politico diverso da quello cui appartiene il direttore del giornale o mensile in questione sarebbe anche meglio.

La stampa ormai ignora questi fatti perchè non provati da assegni, da documenti scritti che possano dare la notizia certa. E allora dov’è finito il giornalismo d’inchiesta? Il Marrucchino vuole raccontarvi ciò che si racconta, vi affida le testimonianze di decine di persone vittime di questo racket che non guarda in faccia neanche alla morte e al dolore di famiglie intere. Noi raccontiamo tutto. Senza censure, senza paura.

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Questa voce è stata pubblicata il 26/01/2011 alle 11:13 AM. È archiviata in sanità con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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